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Cosa vedere e cosa mangiare a Corfù

Copertina Corfù

Chiunque decida di visitare un’isola greca ha spesso in mente un’immagine ben precisa, fatta di case bianche e tetti blu. Corfù, tuttavia, offre uno scenario completamente diverso e inaspettato, capace di sorprendere per la sua unicità. Trovandosi nel Mar Ionio, la sua storia è stata profondamente influenzata dalla vicinanza con l’Italia e con l’Europa continentale, in particolare dai lunghi secoli di presenza veneziana. Questa eredità ha plasmato un paesaggio urbano dai colori caldi, dove le facciate dei palazzi si tingono di ocra e rosa, e un’atmosfera elegante che si respira passeggiando per le sue strade. Il verde intenso di milioni di ulivi secolari, che ricoprono le colline, completa l’aspetto caratteristico dell’isola, distinguendola nettamente dalle sue sorelle dell’Egeo. Il risultato è un luogo dove l’accoglienza tipicamente greca si unisce a un’eleganza di respiro più europeo.

Pianificare un viaggio qui vuol dire quindi prepararsi a scoprire questa affascinante diversità: l’elenco delle cose da vedere corfu include, infatti, imponenti fortezze che testimoniano il suo passato strategico, baie tranquille bagnate da un mare cristallino, monasteri immersi nel silenzio e piccoli borghi che ancora oggi conservano uno stile di vita autentico.

Il cuore veneziano: kerkyra e i suoi dintorni storici

Per iniziare ad esplorare l’isola, il punto di partenza ideale è senza dubbio la sua capitale, la città di Corfù, che con il suo splendido centro storico si è guadagnata il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Addentrarsi nel quartiere più antico, il Campiello, è un’esperienza particolare: ci si trova a camminare in un fitto reticolo di kantounia, vicoli stretti e pavimentati fiancheggiati da alti edifici che mostrano i segni del tempo e della salsedine, con le loro persiane verdi e le corde per il bucato sospese in alto. L’influenza veneziana si respira ovunque, sia nell’architettura che nei nomi delle piazze.

La vita sociale della città si svolge principalmente nella Spianada, una grande area verde che separa il centro storico e la Fortezza Antica. Lungo uno dei suoi lati corre il Liston, un raffinato porticato di epoca francese che ospita caffè e ristoranti molto frequentati, ed è il luogo preferito da tutti per un momento di pausa o per la classica passeggiata serale, la volta.

La storia della città è stata segnata dalla sua funzione difensiva, come dimostrano le sue due imponenti fortezze. La Fortezza Vecchia (Palaio Frourio), che sorge su una penisola rocciosa separata da un fossato, ha origini bizantine ma fu rafforzata dai Veneziani; salendo sulla sua parte più alta si ha una vista panoramica completa della città e della costa albanese. Sul lato opposto si innalza la Fortezza Nuova (Neo Frio), un altro grande esempio di architettura militare veneziana, i cui bastioni e le cui gallerie interne raccontano la lunga storia degli assedi subiti dall’isola.

A breve distanza dalla città si trovano altri due luoghi molto suggestivi. Da un lato c’è la penisola di Kanoni, un punto di osservazione che offre una vista celebre e molto fotografata sul Monastero di Vlacherna e sulla vicina Isola dei Topi (Pontikonisi) con la sua chiesetta. Dall’altro, merita una visita l’Achilleion, il palazzo costruito come residenza estiva per l’Imperatrice Sissi d’Austria. Questa villa, dedicata all’eroe omerico Achille, è costruita in stile pompeiano ed è circondata da splendidi giardini a terrazze pieni di statue, che offrono bellissime viste sul mare sottostante.

La costa di smeraldo: esplorazione delle spiagge e delle baie

Mentre la capitale racchiude la sua storia, è lungo le coste che l’isola svela la sua bellezza naturale, offrendo paesaggi marini incredibilmente vari. La zona più celebre è senza dubbio quella di Paleokastritsa, sulla costa occidentale, dove il mare assume intense colorazioni che passano dal turchese al verde e si insinua in una sequenza di sei piccole baie separate da promontori rocciosi coperti di vegetazione. Si tratta di uno scenario di grande impatto visivo, che si apprezza ancora meglio salendo fino al Monastero della Panagia Theotokos, situato in posizione panoramica e ancora oggi attivo. Da Paleokastritsa, inoltre, partono delle piccole imbarcazioni che permettono di visitare le grotte marine dei dintorni, inclusa la famosa Grotta Blu.

Continuando il viaggio verso nord si incontrano altri luoghi affascinanti, come Sidari, conosciuta soprattutto per il Canal d’Amour. Qui il vento e il mare hanno modellato le rocce di arenaria creando delle piccole insenature e un canale naturale, al quale è legata la leggenda secondo cui le coppie che lo attraversano a nuoto insieme sono destinate a sposarsi presto. La costa nord-occidentale offre anche spiagge molto suggestive come Loggas Beach a Peroulades, caratterizzata da imponenti scogliere verticali e considerata uno dei punti migliori dell’isola per godersi il tramonto. Per chi invece preferisce una spiaggia più classica, ampia e sabbiosa, Agios Georgios Pagon con i suoi chilometri di sabbia dorata e le sue acque pulite è la scelta ideale, perfetta per le famiglie o per chi ama fare lunghe passeggiate.

Per poter visitare tutti questi luoghi in piena libertà, affrontando le strade tortuose e panoramiche che li collegano, molti viaggiatori considerano il noleggio scooter corfu la soluzione più pratica. Questo mezzo permette infatti di muoversi agilmente, di evitare i problemi di parcheggio nei luoghi più affollati e di scoprire calette appartate che sarebbero altrimenti difficili da raggiungere con l’automobile, garantendo un’esperienza di viaggio più intima e a diretto contatto con la natura circostante.

La tradizione gastronomica corfiota

Dopo aver visitato i luoghi storici e naturali della città, per comprendere fino in fondo la cultura dell’isola è fondamentale sedersi a tavola e decidere cosa cosa mangiare a corfu. La cucina corfiota è infatti un capitolo a parte rispetto al resto della Grecia, perché è il gustoso risultato di secoli di storia e di influenze diverse, soprattutto di quella veneziana. Per quattrocento anni, i veneziani hanno introdotto sull’isola ingredienti, tecniche e nomi che hanno dato vita a una tradizione culinaria ricca di piatti sostanziosi e molto saporiti.

Il piatto più rappresentativo dell’isola è senza dubbio la Pastitsada, una ricetta che richiede una cottura lenta e paziente, spesso riservata alle feste o al pranzo della domenica. Tradizionalmente si preparava con il gallo, ma oggi è più comune trovarla con carne di vitello. Lo stufato cuoce per diverse ore in una salsa di pomodoro resa unica da una miscela di spezie chiamata spetseriko, che ogni famiglia custodisce e personalizza, ma che di solito include cannella, chiodi di garofano e noce moscata. Il piatto viene poi servito con pasta grossa, come bucatini o ziti, che raccolgono perfettamente il sugo ricco.

Un altro piatto fondamentale è il Sofrito, il cui nome ne rivela le origini venete, e che consiste in sottili fette di carne di vitello che vengono cotte lentamente in padella con una salsa bianca a base di vino, abbondante aglio tritato e prezzemolo. Spesso si aggiunge un tocco di aceto alla fine per bilanciare i sapori. Il risultato è una carne incredibilmente tenera immersa in un sugo cremoso e molto aromatico, che di solito viene servita con un contorno di purè di patate o riso bianco.

Per gli amanti del pesce, il Bourdeto è una scelta obbligata. È uno stufato di pesce piccante, la cui particolarità risiede nel suo colore rosso intenso, dato non dal pomodoro ma dalla paprika dolce e piccante. Il pesce utilizzato è tradizionalmente lo scorfano, ma si possono trovare versioni con altre varietà di pesce da zuppa.

Oltre a questi piatti complessi, la cucina quotidiana offre delizie più semplici ma altrettanto gustose, come il formaggio Saganaki fritto, le olive locali, l’olio d’oliva di qualità eccelsa e il pesce fresco grigliato nelle taverne sul mare. Impossibile poi non menzionare i prodotti unici dell’isola, come il Kumquat, un piccolo mandarino cinese da cui si ricava un celebre liquore, e la Tsitsibyrra, una birra allo zenzero frizzante e dissetante, eredità del periodo britannico.

Vivere l’esperienza autentica dell’isola

Comprendere cosa fare a corfu significa spingersi oltre la lista dei luoghi da visitare e dei piatti da assaggiare. Significa immergersi nel ritmo lento e rilassato che caratterizza la vita lontano dai centri turistici più affollati. L’entroterra dell’isola, spesso trascurato dai visitatori frettolosi, nasconde tesori di autenticità. Guidare tra le colline ondulate, coperte da un mare argenteo di ulivi secolari, alcuni dei quali piantati ancora dai Veneziani, è un’esperienza che riconcilia con il mondo. Qui si scoprono piccoli villaggi come Pelekas, arroccato su una collina da cui si gode di una vista a 360 gradi sull’isola, un luogo che fu caro all’Imperatore Guglielmo II di Germania, il quale amava recarsi sul “Trono del Kaiser” per ammirare il tramonto.

Significa fermarsi in un kafenio tradizionale per un caffè greco, osservando gli anziani del villaggio giocare a carte, o scoprire una taverna a conduzione familiare dove la proprietaria cucina ancora secondo le ricette tramandate dalla nonna. Vivere l’isola significa anche perdersi senza una meta precisa, lasciando che una strada di campagna sveli una chiesetta bizantina isolata o una spiaggia deserta.

L’esperienza corfiota è un equilibrio perfetto tra stimoli culturali e momenti di pura contemplazione, tra la magnificenza della sua storia e la semplicità dei suoi paesaggi rurali. È un’isola che sa essere elegante e mondana, ma anche rustica e genuina, capace di offrire a ogni viaggiatore un ricordo profondo e duraturo, fatto di colori, profumi e sapori che rimangono impressi nell’anima.

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