La topografia del Carso inganna lo sguardo. Sotto l’apparente immobilità delle doline boscose e degli altipiani rocciosi, l’acqua lavora incessantemente da millenni nel buio assoluto, erodendo la pietra calcarea per plasmare voragini, fiumi invisibili e cattedrali minerali. Per afferrare la vera essenza di questa terra, limitarsi alla superficie non è sufficiente: calarsi all’interno di una grotta in Slovenia costituisce il passaggio logico e visivo obbligato per decifrarne la complessa storia geologica.
Sebbene il suolo nazionale sia crivellato da migliaia di cavità registrate a catasto, l’interesse turistico e scientifico internazionale converge storicamente su due siti di proporzioni monumentali: Postumia e San Canziano. Lungi dall’essere sovrapponibili, questi due sistemi ipogei incarnano volti opposti del mondo sotterraneo. Esplorarli entrambi restituisce una panoramica completa, contrapponendo la grazia scenografica e accessibile di un complesso alla brutalità vertiginosa dell’altro.
Indice
ToggleL’incanto fiabesco delle cavità di Postumia
Considerate le incontrastate regine del mondo sotterraneo europeo, le Grotte di Postumia si snodano per oltre ventiquattro chilometri di sale maestose e gallerie labirintiche. La particolarità che le rende straordinarie e accessibili a visitatori di ogni età è la presenza di uno storico trenino elettrico. Questo convoglio, in funzione da oltre un secolo, accompagna i viaggiatori nel cuore della montagna attraverso ambienti sapientemente illuminati, svelando lungo il tragitto stalattiti e stalagmiti dalle sfumature cromatiche sorprendenti, forgiate dallo scorrere inesorabile delle gocce d’acqua.
Il percorso pedonale successivo, lungo circa un chilometro e mezzo, si sviluppa su comode passerelle antiscivolo che attraversano ambienti iconici come la celebre Sala degli Spaghetti, nota per le sottilissime formazioni tubolari pendenti, e la maestosa Sala dei Concerti, dotata di un’acustica di altissimo livello.
Durante la passeggiata si incontra inoltre il vero simbolo di questo delicato ecosistema: il proteo, un anfibio endemico delle acque carsiche, privo di vista e un tempo creduto dai pastori locali un cucciolo di drago. Per evitare lunghe code nei periodi di maggiore affluenza turistica, è caldamente consigliato muoversi con largo anticipo. Acquistare preventivamente i biglietti per grotte di Postumia tramite i canali telematici ufficiali permette infatti di assicurarsi senza stress l’orario desiderato per la partenza.
Giunti sul posto, orientarsi è molto intuitivo, poiché la cartellonistica stradale che indica l’area grotte di Postumia ingresso è estremamente chiara e conduce direttamente all’ampio padiglione dove si radunano i gruppi prima della discesa.
La potenza selvaggia dell’abisso di San Canziano
Se l’esplorazione di Postumia incanta per la comodità e la ricchezza dei dettagli calcarei, le Grotte di San Canziano lasciano letteralmente senza fiato per le loro proporzioni titaniche.
Dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO già nel 1986, queste enormi cavità non offrono comodi trenini o scenografie luminose rassicuranti, ma mettono in mostra la potenza primordiale della natura geologica. Il vero e incontrastato protagonista dell’intero complesso è il fiume sotterraneo Reka, che nel corso di milioni di anni ha scavato un canyon colossale, considerato dagli speleologi uno dei più imponenti e vasti dell’intero pianeta.
Il percorso di visita, rigorosamente guidato e leggermente più impegnativo dal punto di vista fisico a causa dei numerosi gradini, si snoda in penombra attraverso sale dalle dimensioni sorprendenti. Il momento culminante si raggiunge attraversando il vertiginoso Ponte di Cerkvenik, una struttura metallica sospesa a quasi cinquanta metri d’altezza sopra il letto del fiume in piena. Il fragore dell’acqua nell’oscurità sottostante regala una sensazione di profonda riverenza per le forze della natura.
Dopo aver risalito la ripida voragine finale, la calda luce del sole torna ad accogliere i visitatori in un rigoglioso anfiteatro naturale, offrendo un contrasto visivo e sensoriale indimenticabile tra il freddo ambiente sotterraneo e la lussureggiante vegetazione della superficie.
Come raggiungere le meraviglie del carso
Raggiungere queste due meraviglie della natura è un’operazione logistica estremamente semplice, favorita dall’eccellente e moderna rete stradale che collega la Repubblica di Slovenia ai confini italiani. Per chi viaggia in automobile, varcando la frontiera nei pressi di Trieste, è sufficiente immettersi sulla SP10 seguendo i cartelli direzionali per Lubiana. Un’alternativa è utilizzare la A3/E61, avendo sempre cura di dotare il veicolo della vignetta elettronica obbligatoria per il pagamento del pedaggio. Il grande sito naturalistico di San Canziano dista una manciata di chilometri dal confine, richiedendo appena venti minuti di guida in totale fino allo svincolo di Divača.
Proseguendo il tragitto sulla medesima autostrada per un’ulteriore abbondante mezz’ora in direzione della capitale, si giunge comodamente all’uscita dedicata all’abitato di Postumia. Entrambe le rinomate località turistiche sono provviste di parcheggi a pagamento ampi e ben organizzati.
Per chi preferisce invece muoversi con i mezzi di trasporto pubblici, le alternative sono altrettanto valide: dall’autostazione centrale di Trieste partono con ottima regolarità dei collegamenti diretti in pullman che effettuano fermate a brevissima distanza dai rispettivi centri per i visitatori. Questa soluzione si rivela non solo ecologica, ma anche priva dello stress derivante dalla guida, permettendo al viaggiatore di concentrarsi esclusivamente sulla magnificenza dell’esplorazione.












