Non è vietato portare del cibo in aereo, ma è un’operazione che può trasformarsi in un sequestro immediato se non conosci la differenza tra ciò che la sicurezza considera “solido” e ciò che etichetta come “liquido”. Molti passeggeri si accorgono troppo tardi, davanti allo scanner, che il loro vasetto di marmellata o la mozzarella fresca non possono passare.
Nel 2026, la situazione è ancora più complessa perché alcuni aeroporti hanno installato nuove tecnologie che permettono di ignorare i vecchi limiti, mentre altri applicano ancora le restrizioni rigide degli ultimi vent’anni. Ecco come muoverti per non dover buttare il tuo pranzo o i tuoi acquisti.
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ToggleQuale cibo puoi portare nel bagaglio a mano?
La regola d’oro è la consistenza, se l’alimento è solido e compatto, puoi metterlo nello zaino senza limiti. Il problema sorge quando il cibo ha una componente cremosa, gelatinosa o liquida. Per la sicurezza aeroportuale, tutto ciò che è spalmabile rientra nella categoria dei liquidi. Questo accade perché sostanze con densità simile a quella di certi esplosivi plastici devono essere analizzate con più attenzione.
Cosa passa senza problemi:
- Panini, tranci di pizza e focacce: sono i compagni di viaggio ideali, a patto che non siano immersi in salse che colano. Se hai preparato un panino con abbondante maionese o pomodoro fresco molto succoso, lo scanner potrebbe segnalare un’anomalia.
- Formaggi stagionati: un pezzo di parmigiano, pecorino o provolone è considerato solido. Puoi portarne quanto vuoi, nei limiti del peso del bagaglio. Questi alimenti non cambiano forma sotto pressione e quindi non preoccupano gli addetti ai varchi.
- Snack e dolci secchi: biscotti, cioccolato, barrette energetiche, cracker e frutta secca (noci, mandorle, pistacchi) non vengono mai contestati. Sono l’opzione migliore per chi vuole sgranocchiare qualcosa durante il volo senza sporcare.
- Affettati e salumi: se viaggi in Europa, puoi portare vaschette di bresaola, prosciutto o salame. Tuttavia, se esci dai confini UE, il problema non sarà lo scanner, ma la dogana all’arrivo.
Il limite dei 100ml: quando il cibo diventa un liquido
Molti viaggiatori commettono l’errore di pensare che il cibo sia “cibo” e non “liquido”, ma non è così. Se il prodotto che hai scelto può essere versato, spalmato o se assume la forma del contenitore che lo ospita, deve rispettare il limite dei 100ml. Inoltre, deve essere inserito nella bustina trasparente richiudibile insieme ai tuoi cosmetici e ai detergenti.
Ecco gli alimenti che vengono sequestrati più spesso perché superano i limiti:
- Formaggi freschi e latticini: la mozzarella è il caso più classico. Anche se è una palla solida, si trova immersa in un liquido di governo. Senza quel liquido si rovina, ma con il liquido è vietata sopra i 100ml. Lo stesso vale per lo stracchino, la ricotta, la giuncata e i formaggi spalmabili tipo Philadelphia. Anche il gorgonzola, se molto cremoso (il cosiddetto “al cucchiaio”), viene spesso bloccato.
- Conserve e condimenti: miele, pesto alla genovese, sughi pronti (ragù, pomodoro), marmellate, mostarde e creme spalmabili alla nocciola sono considerati gel. Se il barattolo ha una capacità di 150ml, non passerà mai, anche se è mezzo vuoto o contiene solo un fondo di prodotto.
- Yogurt, budini e kefir: sono considerati liquidi al 100%. Spesso vengono acquistati per la colazione dei bambini o come snack salutare, ma a meno che la confezione non sia minuscola, resteranno al cestino dei controlli.
- Burro e burro di arachidi: anche se sembrano solidi in frigorifero, a temperatura ambiente diventano spalmabili e dunque soggetti alla restrizione dei liquidi.
Scanner di nuova generazione: cosa cambia?
Se hai la fortuna di partire da hub come Milano Linate o Roma Fiumicino (Terminal 1 e 3), avrai notato che le procedure sono molto più rapide. In questi scali sono attivi gli scanner CT (C3), macchinari che effettuano una vera e propria TAC al tuo bagaglio invece di una semplice radiografia 2D.
Grazie a questa tecnologia, gli operatori possono distinguere con assoluta certezza la composizione chimica di un liquido. Questo significa che puoi lasciare nel bagaglio a mano bottiglie d’olio, vino, bottigliette d’acqua piene o barattoli di sugo anche molto superiori ai 100ml. Non dovrai nemmeno tirarli fuori dalla valigia.
Ma attenzione al rischio del volo di ritorno, la tecnologia C3 non è ancora presente in tutti gli aeroporti del mondo. Se parti da Fiumicino con un vasetto di crema di pistacchio da 200g e lo passi senza problemi, ma il tuo volo di ritorno parte da un aeroporto secondario (magari in Grecia o in Spagna) che usa ancora i vecchi raggi X, quel vasetto ti verrà sequestrato. Il consiglio è di viaggiare con liquidi alimentari “fuori misura” solo se il tuo volo è diretto e sai per certo che l’aeroporto di partenza è attrezzato.
Voli internazionali e dogana: il rischio delle multe
Uscire dall’Unione Europea cambia completamente le carte in tavola, in questo caso, il tuo problema non è più la sicurezza del volo (gli esplosivi), ma la protezione sanitaria del paese di destinazione. Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda sono ossessionati dalla biosicurezza e dal rischio di introdurre parassiti che potrebbero devastare le loro economie agricole.
- Carne e derivati: portare un panino con il salame, della bresaola o dei ciccioli negli USA può costarti una multa che parte dai 500 dollari e arriva alla revoca immediata del visto (ESTA). È vietato quasi ogni tipo di carne fresca, stagionata o confezionata sottovuoto se proveniente da zone a rischio malattie animali.
- Frutta e verdura fresca: i controlli fitosanitari servono a evitare la diffusione di insetti come la mosca della frutta. Anche una semplice mela o un’arancia dimenticata nello zaino dopo lo spuntino può scatenare una perquisizione completa del bagaglio e sanzioni pesanti.
- Semi e legumi: spesso anche i semi secchi sono vietati perché potenzialmente pronti a germogliare e infestare il territorio.
- Prodotti confezionati: in genere, se un prodotto è sigillato industrialmente, ha l’etichetta originale integra (che elenca gli ingredienti) e non contiene carne o latte fresco, ha buone probabilità di essere ammesso. Tuttavia, devi sempre dichiararlo nel modulo doganale (Customs Declaration). Se dichiari di avere cibo e l’agente decide che non può passare, te lo sequestra e finisce lì. Se non lo dichiari e lo trovano, scatta la multa per contrabbando.
Cibo per neonati e necessità mediche: le eccezioni
C’è un’importante deroga alla normativa LAG che tutela le famiglie e chi ha problemi di salute cronici. Se viaggi con un bambino piccolo (in genere sotto i 2 anni, ma la regola è flessibile in base alle esigenze del piccolo), puoi trasportare tutto il necessario per il suo sostentamento durante il viaggio e le eventuali attese.
Questo include:
- Latte materno (anche in grandi quantità), latte in polvere o latte vaccino.
- Acqua sterilizzata per la preparazione dei pasti.
- Omogeneizzati di carne, pesce, frutta o verdura.
- Pappe pronte e yogurt specifici per l’infanzia.
Non sei obbligato a rispettare il limite dei 100ml e non devi inserire questi prodotti nella bustina dei liquidi. Tuttavia, devi dichiararli separatamente e metterli in una vaschetta a parte. Gli addetti potrebbero testare il contenuto tramite speciali sensori o chiederti di assaggiarne una piccola parte.
Lo stesso vale per i pasti legati a diete mediche particolari (come i prodotti freschi per celiaci che potrebbero sembrare cremosi) o medicinali liquidi necessari per la durata del viaggio. In questo caso, avere con te una certificazione medica aggiornata, possibilmente tradotta in inglese, ti eviterà lunghe discussioni con il personale di sicurezza.
Consigli per il bagaglio da stiva
Se il tuo obiettivo è portare a casa i sapori delle vacanze (olio, vino, sughi, formaggi freschi), la valigia che va in stiva è la soluzione. Qui non hai limiti di volume per i liquidi alimentari, fatta eccezione per le bevande alcoliche, quelle sopra i 70 gradi sono vietate, mentre tra i 24 e i 70 gradi c’è solitamente un limite di 5 litri a persona.
Per trasportare il cibo in stiva senza trasformare il tuo guardaroba in un disastro gastronomico:
- Sottovuoto: è la tecnica definitiva. Non solo preserva la freschezza di salumi e formaggi, ma elimina gli odori che potrebbero attirare l’attenzione dei cani della dogana (che sono addestrati per trovare cibo, non solo droga). Inoltre, se il pacchetto dovesse rompersi, il liquido rimarrebbe sigillato nel sacchetto.
- Imballaggio per liquidi: le bottiglie di vetro sono fragili e le valigie vengono lanciate con forza durante le operazioni di carico. Usa sacchetti imbottiti specifici (Wine Diapers) che assorbono il liquido in caso di rottura, oppure avvolgi le bottiglie in diversi strati di pluriball e poi infilale dentro degli stivali o al centro della valigia, circondate da vestiti pesanti.
- Attenzione alla temperatura: la stiva degli aerei moderni è pressurizzata e parzialmente climatizzata, ma non è un frigorifero. Se trasporti formaggi freschi su un volo che prevede ore di sosta sotto il sole in pista, il rischio che il prodotto si deteriori è reale. Usa buste termiche per attutire gli sbalzi di temperatura.
In definitiva, se vuoi portarti un pasto a bordo, punta tutto sulla semplicità dei prodotti secchi e solidi, che ti eviteranno qualsiasi discussione al controllo di sicurezza. Se invece vuoi trasportare le eccellenze gastronomiche del territorio, la stiva rimane l’unica soluzione realmente sicura, a patto di investire tempo in un imballaggio che possa resistere agli urti e agli sbalzi termici delle stive non climatizzate.














