Ai piedi delle Dolomiti di Brenta, l’abitato di Molveno conserva l’eleganza discreta delle mete montane di fine Ottocento. Prima di diventare un punto di riferimento per il turismo alpino, questo borgo viveva dei ritmi lenti legati alla silvicoltura e all’agricoltura di sussistenza. Furono i viaggiatori mitteleuropei e intellettuali a scoprirne il potenziale estetico.
Oggi, organizzare un soggiorno in questa vallata trentina permette di ritrovare un’atmosfera sospesa nel tempo, in cui la tutela severa del paesaggio si unisce a un’accoglienza moderna, offrendo una sintesi perfetta tra riposo profondo e vita all’aria aperta.
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ToggleLa purezza dell’acqua e il relax sulla riva
Il fulcro visivo e vitale del territorio è l’imponente specchio d’acqua dolce che domina la valle. Pluripremiato da Legambiente per l’eccellenza del suo ecosistema, il bacino offre un’alternativa sofisticata al classico turismo balneare. Durante i mesi più caldi, le spiagge lago di Molveno mettono a disposizione dei visitatori dodici ettari di prato curato all’inglese, ombreggiato in più punti da alberi secolari.
È l’ambiente ideale per dedicarsi alla lettura, godere del clima temperato tipico dell’altitudine o affrontare una nuotata nelle acque fresche, avendo sempre come quinta teatrale le pareti calcaree delle montagne che si specchiano direttamente sulla superficie.
Il richiamo dell’alta quota e dei boschi
Allontanandosi dalle sponde, la prospettiva cambia radicalmente. Utilizzando la rete di impianti di risalita che parte a breve distanza dalle vie del centro, si guadagna rapidamente quota fino a raggiungere l’altopiano di Pradel. Questo balcone naturale, situato a milleduecento metri di altitudine, funge da porta d’accesso privilegiata alle foreste del Parco Naturale Adamello Brenta.
La mappa dei sentieri tracciati soddisfa qualsiasi esigenza fisica: dalle comode passeggiate pianeggianti, ideali per esplorare la flora con tutta la famiglia, fino alle vie ferrate e alle escursioni tecniche verso i rifugi in quota, dove il paesaggio si fa progressivamente più aspro e spettacolare.
Una palestra naturale per lo sport
La conformazione geografica della zona la trasforma in un terreno di gioco di rara versatilità. Chi rifugge la sedentarietà trova un ventaglio di opzioni che spazia dall’acqua al cielo. Le correnti termiche pomeridiane garantiscono le condizioni ottimali per praticare vela, windsurf e stand up paddle, mentre le pendici circostanti rappresentano una meta d’elezione per i biker.
Numerosi percorsi dedicati al downhill e all’enduro attraggono ciclisti da tutta Europa, affiancati da decolli attrezzati per il parapendio che permettono di sorvolare l’intero borgo ammirandone la perfetta geometria dall’alto.
Le tracce della storia tra le vie del borgo
Passeggiare per il centro di Molveno rivela un profondo rispetto per le geometrie montane. L’abitato non ha ceduto agli eccessi dell’espansione edilizia, conservando un nucleo storico fatto di coperture in scandole, pietra a vista e legno scuro. La Chiesa di San Carlo Borromeo ricostruito nel Novecento sulle fondamenta del tempio del XVI secolo, è un luogo di grande bellezza e riflessione.
Da non perdere poi è la Terrazza Panoramica, da cui è possibile ammirare tutto il lago e le circostanti Dolomiti.
Ulteriore tappa, poi, è la Chiesa Cimiteriale di San Vigilio, decorata da affreschi di squisita fattura. Spingendosi poco oltre le ultime case, risalendo il corso del torrente, si scopre invece l’antica segheria Taialacqua. Risalente al Cinquecento e tuttora in funzione, questa struttura in legno testimonia in modo diretto la maestria idraulica dei secoli scorsi e il legame inscindibile tra la comunità locale e i suoi boschi.
La sostanza della cucina trentina
La cultura di un luogo si decifra anche leggendo i suoi menù. A Molveno, l’offerta gastronomica mette al bando le artificiosità per concentrarsi sulla materia prima, attingendo a piene mani dalle ricette contadine di un tempo. Che si scelga l’eleganza di un ristorante in paese o l’atmosfera rustica di una malga in quota, la tavola racconta la storia del Trentino.
In questa offerta spiccano i canederli fatti a mano, gli strangolapreti saltati nel burro fuso, i tagli di selvaggina e i formaggi d’alpeggio sottoposti a lunghe stagionature. A esaltare questi sapori decisi intervengono le eccellenze enologiche provinciali, dal rosso strutturato del Teroldego Rotaliano alle rinomate bollicine del Trentodoc.
Come raggiungere la vallata
Arrivare a destinazione è un’operazione agevole. Chi viaggia in automobile deve semplicemente seguire l’Autostrada del Brennero (A22), uscire a San Michele all’Adige e proseguire lungo la statale per l’Altopiano della Paganella. La strada, ampia e ben asfaltata, si snoda tra scenari montani di grande respiro.
Chi preferisce viaggiare senza i pensieri legati alla guida può invece affidarsi alla rete ferroviaria, scendendo alle stazioni di Trento o Mezzocorona. Dai rispettivi piazzali partono corse regolari di autobus di linea che coprono la distanza in circa un’ora, lasciando ai passeggeri il solo compito di godersi il paesaggio dal finestrino.
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